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speciale salute 03.2017Negli ultimi 15 an­ni, grazie alla ri­cerca e alle in­novazioni tecno­logiche e terapeutiche, il settore dell'oculistica ha raggiunti livelli qualitativi straordinari. In partico­lare, le nuove cono­scenze hanno per­messo dì intervenire in modo significativo in quasi tutte le pato­logie degenerative ocula­ri, migliorando la quali­tà della vita e della vista delle persone che ne so­no affette.

A confermarci i progressi oculistici otte­nuti ci pensa il dott. Lu­igi Berchicci. poco più di trentanni ma un curricu­lum di tutto rispetto: lau­rea in Medicina e Chirurgia pres­so l'Università Vita Salute San Raffaele di Milano con il punteg­gio di 110/110 e lode con men­zione accademica ad honorem, specializzazione in Oftalmologia con il massimo dei voti e lode, sempre presso l'Università Vita Salute San Raffaele di Milano, dove tuttora svolge attività clini­ca e di ricerca, essendo autore di numerose pubblicazioni su rivi­ste scientifiche nazionali ed in­ternazionali.

dott.Luigi Berchicci"È proprio il mio rapporto conti­nuativo con strutture all'avan­guardia come l'Ospedale San Raffaele, che mi ha permesso di ottenere eccellenti risultati con i miei pazienti, soprattutto con co­loro affetti da patologie croniche e degenerative", conferma il dot­tor Berchicci.

Quali sono i ca­si più frequenti e come vengono trattati?

Sicuramente la catarat­ta senile, il glaucoma, la degene­razione maculare legata all'età e l'occhio secco.

Per quanto riguarda la cataratta senile, il paziente viene sottopo­sto ad un intervento di alta mi­crochirurgìa in anestesia topica esclusivamente mediante colli­rio anestetico: si esegue un taglio chirurgico inferiore a 2 millime­tri, attraverso il quale sì pratica sia l'asportazione con ultrasuoni ed aspirazione della cataratta, sia l'introduzione del cristallino arti­ficiale (IOL). Nella maggior parte dei casi non si danno punti di su­tura.

Nel caso di una patologìa glaucomatosa. condizione degenerativa del nervo ottico associata preva­lentemente ad ipertensione ocula­re, la bioingegnerìa ha plasmato nuovi microdispositivi valvolari di indiscussa efficacia che si posizio­nano sotto la congiuntiva in modo da agevolare il deflusso di umore acqueo e la conseguente diminu­zione della pressione oculare.

Ci sono novità anche nel tratta­mento della maculopatia. pato­logia altamente invalidante e tra le prime cause di cecità nell'an­ziano?

Sì. soprattutto per quanto riguar­da la degenerazione maculare le­gata all'età di tipo essudativo: si tratta eli molecole farmacologiche in costante sviluppo chiamate farmaci anti-VEGF. che agiscono direttamente a livello della lesio­ne neovascolare per iniezione in-travitreale, procedura chirurgica a tutti gli effetti che può essere ri­petuta più volte a seconda della gravità della maculopatia.

Que­ste terapie hanno favorevolmente cambiato la prognosi di una pa­tologia invalidante come la maculopatia essudati­va che fino a 10-15 anni fa causava la perdila irre­versibile della visione cen­trale nell'arco di 6-12 me­si dalla diagnosi. Per concludere, l'occhio secco o sindrome da di­sfunzione lacrimale è una delle patologie oculari più frequenti in assoluto.

Esi­stono due principali cate­gorie di occhio secco: da ridotta produzione e da aumentata evaporazione lacrimale. L'occhio secco da ridotta produzione è dovuto a un'insufficiente secrezione delle ghiando­le lacrimali; a sua volta, esistono due sottogrup­pi di questa forma di oc­chio secco: le forme correlate al­la Sindrome di Sjogren e le forme autoimmunitarie non correlate alla Sindrome di Sjogren.

L'oc­chio secco a componente evaporativa può invece essere dovuto a fattori intrinseci come patolo­gie palpebrali oppure a fattori estrinseci come ambiente lavorati­vo, utilizzo di videoterminale, uso di lenti a contatto, interventi chirurgici oculari pregressi e utilizzo cronico di colliri contenen­ti conservanti.

Esistono moltepli­ci possibilità per il trattamento della sindrome da occhio secco che dovrebbero essere consiglia­te in maniera personalizzata per ogni singolo paziente in base ad eziologia e severità del quadro. Le principali strategie terapeuti­che sono: lubrificazione oculare e preservazione lacrimale, tratta­mento dell'infiammazione ocula­re, protezione dal danno a carico della superfìcie oculare e tratta­mento della blefarite associata.

Dott. Luigi Berchicci

Medico Chirurgo Specialista in Oculistica Clinica Oculistica Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano


Dott. Luigi Berchicci riceve presso il Centro Salute Vigevano in Viale dei Mille, 12 - Vigevano - Recapito telefonico: 320-3385300

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